venerdì 22 gennaio 2016

The veil film recensione 2016

The Veil film recensione 2016

The Veil

Director:

 

Writer:

  (screenplay)


★★½
Dopo l’ultimo film prodotto per il pubblico direttamente in home video, l’abbastanza mediocre Visions ( già recensito sul blog), la casa di produzione Blumhouse ci riprova con The Veil.

Nessuno sa come Jim Jacobs, una specie di Jim Morrison dei poveri, sia riuscito a convincere un bel gruppetto di persone a togliersi la vita, nemmeno la polizia se ne raccapezza, riuscendo ad attuare quello che sembrerebbe un suicidio di massa. L’unica superstite è la piccola Sarah che ritroveremo come protagonista 25 anni dopo alla ricerca delle proprie radici assieme ad un Jessica Alba in mood giornalistico.

Quello sopra descritto è l’incipit della pellicola e dalla visione della stessa si intende subito che il culto del santone Jacobs non è finito lì nel 1985, ma che  in qualche modo continui ai giorni nostri adducendo al plot anche un non so che di misterioso e paranormale. Questi elementi sopra citati, più il trailer, sono bastati per convincermi della visione che si è rivelata ahimè alquanto deludente. La pellicola non è propriamente un found footage, ma inserisce all’interno della struttura della narrazione dei flashback attraverso delle bobine che i protagonisti ritrovano durante indagini sommarie all’interno della magione dove si era verificato il massacro. Considerando già questa faccenda delle registrazioni ritrovate lì sul posto e in bella vista come prove non catalogate dalla polizia ai tempi ma solo recuperate ai giorni nostri da un gruppetto di reporter, ci si rende conto che la sceneggiatura, come la maggior parte dei film prodotti da questa casa di produzione, contiene numerosi svarioni classici per giustificare l’alone di mistero, ma comunque sbagliandone i presupposti. 

Sorvolando su queste congiunture che comunque non dovrebbero dar fastidio allo spettatore medio, si scivola pian piano all’interno di un film che non sfrutta in maniera cattiva l’argomento di per sé interessante, ma affonda pian piano nei cliché tipici di genere, dove i personaggi fanno delle scelte stupide e lo spavento è dato solo dal jump scare mal articolato. Gli attori vanno di pilota automatico e Jessica Alba è lì ovviamente come soprammobile, divertente invece l’interpretazione del santone impersonato da Thomas Jane, quasi teatrale in alcune movenze, sopra le righe quasi a livello di macchietta. La fotografia a livello cromatico è di un desaturo che rasenta quasi il bianco e nero, dal momento in cui i protagonisti indagano all’interno della proprietà del culto la camera riprende quasi tutto con lenti grandangolari, scelta forse non esteticamente rimarchevole in questo caso ma funzionale al plot rendendo l’ambientazione più claustrofobica. L’atmosfera è la parte più riuscita del film, alterna mistero alla classica haunted house e connette queste sensazioni attraverso corridoi bui, stanze decrepite, cadaveri disseminati in ogni dove e un boschetto niente male a livello visivo. Il finale è sufficientemente coinvolgente ma non risolleva un film che alla fine della fiera è abbastanza banale e dimenticabile.

Pro: atmosfera
Contro: cliché, narrazione un po’ confusa dovuta a numerosi buchi di sceneggiatura, storia non sfruttata a dovere.
Voto: 4.5
Target: horror mystery

Simili:  The Sacrament e Red State ( decisamente migliori di questo )

8 commenti:

  1. L'avevo puntato... ma mi sa che, quasi quasi, per stavolta passo! :P

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    1. è il solito prodotto di seconda fascia della Blumhouse...

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  2. Ero curioso, non ho verificato e non sapevo ci fosse Jessica Alba, altrimenti lo avrei etichettato subito come fregatura ;-) Grazie per la conferma. Cheers!

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  3. trae spunto da una storia vera (la stessa di sacrament tra l'altro)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Jonestown_%28Guyana%29

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    1. lo immaginavo.... cmq the sacrament lo avevo apprezzato un po' di più..

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  4. nessuno dei due è terrificante come la storia vera :
    https://www.youtube.com/watch?v=T0770UMyynA

    Concordo con l'ottima rece, io cmq un 6 glielo do, ho visto di molto peggio.

    ciao

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    1. infatti l'argomento è interessante, invece è il livello cinematografico che non mi ha convinto...

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