venerdì 29 luglio 2016

Ida film in frames ( sguardo alla fotografia )

Ida film in frames ( sguardo alla fotografia )
Ida
Titolo originale: Ida
Nazione: Polonia, Danimarca
Anno: 2013
Genere: Drammatico
Durata: 80'
Regia: Pawel Pawlikowski
Sito ufficiale: 

Cast: Agata Kulesza, Agata Trzebuchowska, Joanna Kulig, Dawid Ogrodnik, Adam Szyszkowski, Jerzy Trela, Artur Janusiak
Produzione: Opus Film, Phoenix Film Investments
Distribuzione: Parthénos
Data di uscita: 13 Marzo 2014 (cinema)
Venezia 2014 - Giornate degli autori



Ida è un film polacco in bianco e nero che, a mio parere, tutti gli amanti della fotografia dovrebbero guardare, ma anche gli amanti del cinema, sia ben chiaro. Realizzato nel 2014 e vincitore dell’Oscar come miglior film straniero si fa forte della fotografia di Ryszard Lenczewski e Lukasz Zal ovvero il suo operatore di macchina che gli è subentrato dopo 10 giorni causa malore.
E’ stato realizzato come detto in un magnifico bianco e nero digitale di grande dettaglio ( a colori e convertito) 4:3 in onore degli anni 60, periodo in cui è ambientato, quasi interamente girato a camera fissa a parte un paio di scene carrello grazie alla macchina da presa montata su un tram e l’ultima sequenza a camera a mano che acquista quindi un significato particolare allinterno dell’economia visiva di una pellicola realizzata quasi staticamente.


Già dai primi frame si nota come la composizione sia insolita, la protagonista non è posizionata in uno dei quattro punti focali della regola dei terzi denotando molto spazio negativo sulla parte superiore dell'immagine, molto probilmente a simboleggiare l'isolamento e la sconnessione dal mondo reale del soggetto in questione. Soluzione che verrà adottata quasi sempre durante il film.

Questo frame in esterni  è anche esso molto interessante, un campo lungo dove i soggetti sono comunque decentrati denotando tanto spazio intorno a loro. Da notare anche la micro composizione a trinagolo statua-soggetti, sempre buona a livello estetico.

Si nota come l'uso del bianco e nero anche se ha meno informazioni rispetto al colore costringa a enfatizzare la luce e gli spazi, che parlano, è l'ambiente a spiegarci i soggetti.

Ancora qui un bel triangolo compositivo.

Una bella scena in interni, i due soggetti discorrono, una in penombra l'altra illuminata dalla tenue luce del giorno.

Il direttore della fotografia ha dichiarato di avere girato quasi tutto di mattina, quando la luce è più gestibile, forse anche aiutato dal tempo nuvoloso polacco, ideale per girare di giorno con facilità.

Bellissimo questo frame, molti primi piani delle protagoniste in esterno sono in molti casi attraverso superfici riflettenti, indovinate perchè?

Minimalismo simmetrico e austero all'interno di un tribunale, elementi che comunque si ritrovano per tutta la pellicola.


Oltre ad avere molto spazio negativo compositivo, capita molto spesso che l'inquadratura spezzi dei soggetti o comparse di secondo piano, forse per enfatizzare il senso di isolamento e sconnessione.

Ancora superfici riflettenti questa volta tra le due protagoniste.



Molti campi lunghi e lunghissimi nel mattino brumoso polacco.

L'incedere dei veicoli e delle persone fa parte della cinematica di ogni frame - quadro.

La struttura della casa sullo sfondo e i panni che si muovo penzolanti fanno da sfondo a questo confronto. Gli sfondi sono sempre incredibilmente curati anche se minimali.

Le protagoniste perfettamente a fuoco indicano e scrutano, sfondo invece interamente sfocato, l'oggetto della loro ricerca.

Qui lo spazio negativo di composizione è in basso, la strada sembra quasi in salita.

Grande uso della luce.

Molto spesso la regia si avvale di una sorta di punctum cinematico, ovvero qualcosa in movimento nello sfondo di una situazione statica, qui rappresentato dai soggetti fuori in strada.

Ancora qui il soggetto a fuoco guarda lo sfondo sfocato

qui il muro viene usato dalla camera come una sorta di quinta. situazione che si ripete spesso.

La compsizione ricerca spesso spigoli e situazioni pulite.

E' lampante in questo frame l'uso dello spazio.

Ancora campi lunghi perfettamente composti, senza disdegnare lo spazio negativo superiore, in esterno soprattutto usato per enfatizzare il cielo.


La protagonista non guarda subito in maniera diretta l'autostoppista.

Veicolo spezzato a metà dal frame.

Triangoli e gambi di sedie i cotrasto con la chiarezza dello sfondo che rendono bella l'inquadratura.

Triangoli in ogni dove...

Uno dei pochi dettagli.

Anche in notturna ottima gestione 

Le situazioni imbarazzanti o estranianti per la protagonista sono corredate da una quinta.


Talvolta vengono sfruttati elemnti architettonici per ravvivare le immagini, qui solo con intenzioni credo estetiche.



Per me il frame migliore, i soggetti non seguono la simmetria della vetrata, la protagonista è al centro l'altro soggetto sulla sinistra, grande spazio vuoto sopra i due.

Ancora il gioco fuoco  e fuori fuoco



All'interno dell'ospedale qui è palese come la camera sia rivolta verso l'alto.

Questo non è un frame di passaggio, la regia ha scelto di ritrarre un momento di drammaticità per questo personaggio in questa maniera specifica, tagliando fuori la parte inferiore del viso.

Un altro dettaglio.



I due soggetti parlano mentre dietro c'è movimento.



Campo lunghissimo suggestivo.

In questa scena particolare della pellicola si decide di inquadrare solo la parte inferiore della protagonista.

Forse l'unico frame completamente simmentrico.

Il convento sfocato sullo sfondo.

Scena fantastica che mette in relazione tutto quello che abbiamo detto precedentemente sugli spazi ed i soggetti tagliati fuori dall'inquadratura.


Parte inferiore del viso completamente tagliata

Non so se sia fatto a posta, ma l'obliquità delle linee in questo frame esprime disagio,

Bellissima luce, grazie al vapore,



Verso la parte finale del film c'è tutta una serie di bellissimi primi piani e dettagli sulla protgonista.





L'architettura è scelta curvilinea, non a caso considerando le scene all'interno del film. Le curve sono più morbide degli spigoli.


l'arco fa da quinta anche in questo caso.






2 commenti:

  1. Un film bello, poetico e suggestivo nonostante il bianco e nero, la fotografia poi come hai giustamente e stupendamente descritto è il punto forte della pellicola quindi è giusto evidenziarlo così, bravo ;)

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    1. si mi ha colpito molto, tra i migliori film della sua annata

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