lunedì 18 luglio 2016

Rebirth recensione film

Rebirth recensione film

Rebirth 



★★★
Nuovo thrillerino targato Netflix di metà luglio. Tensione psicologica a tratti satirica della pratica New Age, negli ultimi tempi film indipendenti che hanno esplorato questo argomento attraverso i vari generi ce ne sono stati, da The Invitation ( thriller ) e Manson family Vacation ( commedia ) fino ad arrivare al bel documentario che fa luce su Scientology. E’ proprio da Scientology che questo film trae spunto portandoci in un ambiente che corre in parallelo ai metodi e ai lavaggi del cervello applicati dalla religione creata da L. Ron Hubbard.

Kyle, il protagonista, è assuefatto dalla routine casa-lavoro, ha una moglie bellissima ed una vita senza guai, così linda e pinta tanto da essere noiosa. La monotonia è rotta dall’arrivo di un suo vecchio amico Zack, un po’ svitato, che gli propone di partecipare ad un week chiamato Rebirth. Kyle titubante sarà corroso dalla curiosità e parteciperà al progetto.

Una volta che il protagonista sceglie di partecipare al misterioso programma di rinascita la pellicola ed i toni si fanno leggermente più cupi comunque caricando sempre una tensione che non sfocia mai nel disturbante ma delinea sempre situazioni grottesche o addirittura di commedia. Man mano che il plot si fa strada si possono intuire alcune caratteristiche già viste in altre opere come” fight club” o soprattutto “The game”, dal quela il regista sembra aver tratto maggiormente spunto. 

Nonostante la regia e la narrazione siano piuttosto ordinarie devo ammettere che la prima parte è interessante, perché ovviamente sia il protagonista sia noi spettatori siamo totalmente all’oscuro di quel che ci aspetta. Il plot non è facilmente intuibile e gli accadimenti sono a spizzichi e bocconi, separati in più comparti, su questo fa leva tutto il film ovvero puntando tutto sulla situazione di mistero ed una discreta tensione psicologica. Il tutto sembra un gioco, per questo la pellicola sembra molto simile al già citato The Game di Fincher, dato che tutto sembra capitare per caso ma in un ambiente controllato.

Se nella prima parte il film risulta piuttosto interessante e denso di scenette che catturano lo spettatore passando dal thriller al leggero erotismo comunque l’opera non riesce nella sua concezione principale, ovvero ad elaborare una sana critica al sistema nonostante la parte finale sia clamorosamente ispirata alle fredde pubblicità di Scientology. Occasione mancata forse perchè un piccolo progetto, comunque un cast sufficiente ed un buon ritmo che possono regalare anche una discreta oretta di intrattenimento.

Pro: prima parte, mistero

Contro: parte finale, nessun guizzo registico o cinematografico regia quasi televisiva

Target: thriller psicologico ( grottesco )

Voto: 5.5

2 commenti:

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