lunedì 9 gennaio 2017

Under the Shadow - l'ombra della paura recensione film

Under the Shadow - l'ombra della paura recensione film
Under the Shadow - l'ombra della paura

Titolo originale: Under the Shadow
Conosciuto anche come: 
Nazione: Regno Unito, Giordania, Qatar, Iran
Anno: 2016
Genere: Horror, Thriller
Durata: 84'
Regia: Babak Anvari
Sito ufficiale: 

Cast: Narges Rashidi, Avin Manshadi, Bobby Naderi, Ray Haratian, Arash Marandi, Bijan Daneshmand, Sajjad Delafrooz, Behi Djanati Atai
Produzione: Wigwam Films
Distribuzione: 
Data di uscita: 2017 netflix


E’ sempre interessante vedere approcci diversi al genere, l’horror iraniano, o meglio ambientato in Iran e prodotto da registi sceneggiatori di origine iraniana, già era salito alla ribalta l’anno passato con “ A girl walk alone at night”, pellicola molto arty e peculiare. Quest’opera non si perde in meandri artistici esclusivi ed è un classica storia orrorifica solo di facciata, non a caso il film è stato descritto come il “Babadook iraniano” nel senso che l’impostazione è drammatica e viene utilizzato l’elemento horror come metafora, però a differenza del Babadook australiano qui l’apparato simbolico verte più sul sociale che sul psicologico.

 Dunque, cast e regista/sceneggiatore di origine iraniana ma produzione britannica e girato in Giordania, infatti il film è stato presentato agli Oscar come miglior film straniero dalla Gran Bretagna però poi senza approdare nella short list. Ad una prima occhiata potrebbe sembrare il classico film iraniano pluripremiato solo per moda, nel senso che è abbastanza facile suscitare le stime dei critici da festival producendo cinema di un paese che in realtà non lo può produrre poiché limitato da leggi retrograde, ma in realtà la pellicola seppur si appoggi ad un modo di fare anche occidentale, la gestione della pare horror è di tipo Blumhouse con jump scare e un soprannaturale classico, ha molto da dire e ce lo spiega tramite metafore nemmeno troppo velate. Durante la guerra Iran-Iraq di preciso nel 1988 una donna cerca di difendere sua figlia dalla guerra e proteggere se stessa dalla società, qui c’è di base il rapporto madre-figlio ma alla fine della fiera quello che interessa maggiormente al regista e il rapporto donna-società. La bravissima e sexy protagonista Narges Rashidi dovrà lottare prima di tutto contro una società che taglia le gambe alle donne ambiziose o che semplicemente vogliono vivere una vita libera e di scelte. Tutto è trasformato in simbolo, la guerra, le bombe, i libri, le bambole e soprattutto la presenza che infesterà il condominio della protagonista. Non aspettatevi il terrore e la paura, a parte gli ultimi 20 minuti ben realizzati ( infatti  per la maggior parte del film si viaggia su dialoghi rodati del dramma anche piuttosto intuibile nella scrittura), si tratta di uno “slow burn” non a livello di ritmo che è comunque vivace ma di costruzione. Per quanto mi riguarda direi operazione riuscita, la regia ha avuto la capacità di combinare il sociale con il soprannaturale senza retorica e realizzando buone scene di tensione, interessantissimi gli ultimi frame dove vien fuori dirompendo tutta la simbologia prima parzialmente velata. Opera che attraverso il genere mette ben a fuoco la condizione della donna in Iran.
voto 7.5

6 commenti:

  1. Il messaggio mi è piaciuto, ma purtroppo l'ora e mezza non finiva più.
    Valido, impegnato, ma mi ha annoiato tanto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. io non ho sofferto più di tanto, considerando che la prima parte non è propriamente un horror il ritmo mi è parso sostenibile...

      Elimina
  2. Per me è stato uno dei migliori horror dell'anno, ed è bello che un piccolo film al femminile di questo tipo sia arrivato dall'Iran..

    RispondiElimina
  3. Film adorabile e bellissimo, che pone un sacco di interrogativi e fa riflettere come pochi altri.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

condividi