domenica 10 settembre 2017

Personal shopper recensione film

Personal shopper recensione film
Personal Shopper

Titolo originale: Personal Shopper
Conosciuto anche come:  
Nazione: Francia
Anno: 2016
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 105'
Regia: Olivier Assayas
Sito ufficiale: www.ifcfilms.com/films/personal-shopper

Cast: Kristen Stewart, Lars Eidinger, Nora von Waldstätten, Anders Danielsen Lie, Pamela Betsy Cooper, Sigrid Bouaziz, David Bowles
Produzione: CG Cinéma, Scope Pictures, Vortex Sutra
Distribuzione: Academy Two
Data di uscita: Cannes 2016 - In Competition
13 Aprile 2017 (cinema)


La Stewart ormai si sta imponendo come una grande attrice, dopo una buonissima prova in Sils Maria (sempre film di O. Assayas) anche qui è una bomba ma da protagonista scrollandosi ormai di dosso il marchio “twilight” ed asfaltandosi la strada per una luminosa carriera. Ma “Personal Shopper” non è solo la Stewart, è un film di alto livello fatto da un regista ex critico che la sa lunga sull’arte e attraverso un linguaggio filmico moderno e allo stesso tempo quadrato realizza un film oggetto ibrido tra art house ed intrattenimento, mossa produttiva ottima per enfatizzare il cinema europeo. 

C’è Hitchcock nel thrilling, un certo cinema horror d’impronta giapponese ( dove lo spettro rappresenta la psiche e i problemi piuttosto che la paura fine a se stessa), il voyeurismo di De Palma, insomma dalla parte del genere il film non ci fa mancare niente ma comunque ci spiazza sollevando questioni indagando nell’umano e calandoci il sipario nei momenti clou costringendoci all’interpretazione. 

La protagonista come da titolo è una personal shopper, compra abiti di lusso per una ricca donna/modella parigina, tra un acquisto e l’altro prova a cercare la presenza del suo fratello gemello morto tre mesi prima. Regia che sfrutta schermi, computer, superfici riflettenti, addirittura ci sono lunghe sequenze che costruiscono ottimamente la tensione tramite Iphone, non ci mostra mai una Parigi da cartolina ma solo una Parigi vissuta e costruisce le scene “ghost house” un po’ sottotono nonostante ottimi piani sequenza studiatissimi.

 Inizialmente fischiato a Cannes il film si è poi beccato il premio per la miglior regia, questo fa capire come possa essere ambiguo ad una prima occhiata ma la sua forza è proprio questa, essere un grande cinema d’autore lasciando chi guarda in balia delle “onde dell’interpretazione personale”, insomma è uno di quei film dove gli ultimi secondi mettono un po’ in discussione tutto e dove non si sarà mai sicuri su alcuni punti chiave della storia. 

Trattazione di un’insoddisfazione esistenziale attraverso una storia thrilling coinvolgente, affascinante ed alquanto metafisica, un esplorazione psicologica che a fine visione sembra poco intuitiva ma risulta efficientemente ficcante.
voto 7.5

P.s. Spoiler/
molto probabile che il fattore scatenante la disapprovazione iniziale a Cannes fu l’insieme delle sequenze con il fantasma, effettivamente secondo me in quelle scene potevano lavorarci meglio andare di sottrazione ed evitare di mostrare gli ectoplasmi alla Ghostbusters anche perché quelle scene rimangono impresse e non è un bel vedere rispetto al livello del film. Peccato per questa pecca perché il film è un prodotto riuscitissimo.

4 commenti:

  1. Ho sempre pensato che la Stewart fosse tagliata per alcuni ruoli (ottima in "Silas Maria", come ad esempio dicevi tu, ma l'ho trovata brava anche nel ruolo della figlia ribelle in "Still Alice"), e moooolto meno per altri...
    Non ho ancora visto questo titolo in particolare, ma devo dire che mi incuriosisce parecchio! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. si vero anche in Still Alice ha fatto il suo ... qui secondo me si supera

      Elimina
  2. La sua prova migliore, concordo. Il film mi era piaciuto ma penso di doverlo rivedere perché, anche se si capisce che è un film fatto come si deve, non mi aveva convinta del tutto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mentre lo vedevo nemmeno io mi stavo esaltando più di tanto, dopo, con il passare delle ore è sedimentato soprattutto alla luce del finale ad interpretazione :-)

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

condividi